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Epato3

CURCUMA: la sua principale qualità è la sua potente azione antibatterica, infatti, è un ideale disinfettante, agente purificatore ed antisettico. In fitoterapia è largamente utilizzata in caso di disordini epatici. Possiede proprietà epatoprotettrici, stimola, infatti, la secrezione biliare e la digestione dei grassi. Il principio attivo quantitativamente più significativo della curcuma è la curcumina, alla quale si attribuisce azione antiflogistica a livello epatico e del grosso intestino. L'attività antiossidante della curcuma e stata attribuita all'azione da questa esercitata sull'enzima glutatione S-trasferasi (famiglia di isoenzimi detossificanti che catalizzano la coniugazione di varie molecole tossiche con il glutatione, rendendole meno reattive e più facilmente eliminabili dall'organismo) aumentandone l'attività antiossidante ed epatoprotettrice.

CHRYSANTELLUM: l'estratto di questa pianta viene impiegato per combattere le insufficienze epatiche, svolgendo azione epatoprotettrice (nelle epatopatie o stati pre-cirrotici) e coleretica moderata ma prolungata. Le viene riconosciuta attività vasoprotettrice (diminuirebbe la permeabilità capillare), ed antinfiammatoria rivestendo un ruolo importante nei disturbi della microcircolazione.

CARDO MARIANO: proprietà epatoprotettrici, imputabili all'attività di un complesso di flavolignani estratti dai frutti della pianta e costituenti la Silimarina (silibina 70-80%, silidianina, silicristina e isosilibina). La Silimarina quindi migliorerebbe la funzionalità degli epatociti stabilizzandone la membrana cellulare e lisosomiale ed ostacolando in tal modo l'ingresso di sostanze epatotossiche.
La rigenerazione cellulare sarebbe dovuta all'aumentata sintesi dell'RNA ribosomiale che causa un aumento della sintesi proteica, indispensabile per accelerare la rigenerazione cellulare. La silibinina (isomero della Silimarina) impedirebbe l'ingresso di certe tossine velenose (contenute nei funghi) nelle cellule epatiche, grazie ad un'azione inibitrice competitiva nei confronti dei recettori delle membrane degli epatociti.

 

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