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Helirù

ACACIA SENEGAL: atossica, può essere somministrata per os ed è indicata negli stati infiammatori del cavo orale e negli stati irritativi delle mucose gastroenteriche, in quanto emolliente e protettiva. La proprietà osmotica di inglobare elevate quantità di liquidi (utile in presenza di diarrea), crea un aumento della massa fecale, la cui pressione sulle pareti rettali ne determina meccanicamente lo svuotamento. Acacia svolge azione antimicrobica nei confronti dello Streptococcus fecalis, rallenta l’assorbimento di zuccheri e grassi inglobando i nutrienti e ritardandone la degradazione enzimatica a livello dell’intestino tenue. Non meno utile è la capacità della fibra di acacia di stimolare la crescita batterica del bifidus a livello cecale, influenzando positivamente l’ecosistema e le funzioni intestinali.
Uso topico:  l’applicazione di acacia (collagene vegetale) sulla pelle ha come obiettivo una corretta fonte di idratazione, da cui deriva l’effetto tensore e di sostegno della cute. Possiede inoltre proprietà antiossidanti e favorenti i processi di riparazione dei tessuti.

ELICRISO: fra i principi attivi citiamo flavonoidi, tannini, acido caffeico ed arenanine (cui si attribuiscono attività antibiotiche) e fitosteroli, costituenti fondamentali per le proprietà cortisonico-simili ma privi degli effetti collaterali.
All'elicriso sono riconosciute azioni balsamiche, espettoranti, ANTINFIAMMATORIE per la presenza dei flavonoidi, il cui meccanismo d'azione è legato all'attività scavenger dei polifenoli, in grado di trasformare i radicali liberi dell'ossigeno in composti non radicalici privi di reattività e quindi di tossicità (azione ANTIEPATOTOSSICA).
Da qui la forte azione antiossidante agevolata dalla facilità di attraversamento della membrana cellulare. Inibizione dell’ossidazione aerobica, azione antiaggregante piastrinica, protezione del tessuto connettivo che circonda i capillari (esercitata aumentandone il tono e prevenendo la fuoriuscita del contenuto dagli stessi: azione DECONGESTIONANTE), spiegano l’azione ANTIEDEMIGENA dell’Elicriso ed il controllo della stasi sanguigna. L’attività antinfiammatoria è avvalorata dall’affinità dei flavonoidi verso le proteine, oltre al fatto che si legano a svariati enzimi antinfiammatori; da qui l’inibizione della ciclossigenasi (COX) e della lipossigenasi (LOX). Rimarchiamo come il fattore antiedemigeno sia rilevante in presenza di sindromi varicose ed emorroidarie (interne/esterne), in quanto decongestionante ed analgesico, effetti amplificati in presenza di piante vasoattive come il Rusco che tonifica le pareti venose, ne riduce l’edema e la dilatazione.
Uso topico: per le riconosciute azioni simil-corticoidi, l’elicriso è considerato ANTIALLERGICO e FOTOPROTETTIVO; per questo l’uso topico è indicato su pelli sensibili ed irritate, in quanto favorisce la traspirazione cutanea bilanciando la sudorazione (azione diaforetica). L’azione antiallergica ed antinfiammatoria viene attribuita alla presenza in Helichrysum dei composti sterolici e triterpenici, considerati precursori ormonali steroidei sessuali e corticosurrenalici. L’acido caffeico agirebbe anche da batteriostatico (azione dimostrata in vitro e in vivo); inoltre la presenza dell’estere feniletilico, che inibisce il processo della lipo-ossigenasi  (responsabile della trasformazione dell’acido arachidonico in 5-idroperossilicosatetraenoato, sostanza precursore dei leucotrieni) svolge un importante ruolo nella modulazione e nel rilascio dei mediatori dell’infiammazione. L’Helichrysum è classificata tra le piante aventi funzione seboregolatrice, dermopurificante, riequilibrante e lenitiva, in grado cioè di ridurre le patologie cutanee da eczema, psoriasi ed eritemi, favorendo la cicatrizzazione. I fitosteroli presenti in Helichrysum hanno la capacità di inibire l’enzima 5-alfa-reduttasi di tipo 1 (che regola principalmente la secrezione sebacea espletando attività seboregolatrice) e quindi la produzione di DHT (diidrotestosterone), azione questa simile alla finasteride ma in assenza di effetti collaterali.

RUSCO: effetto venotropo, azione flebo tonica. Distretti organici interessati: ano, sottocute, tessuto connettivo, vasi venosi, vasi capillari, vie urinarie (diuretico). 
Per os: il contenuto in saponine steroidee e aculeoside A, aiuta a comprendere il meccanismo d’azione del Ruscus aculeatus: le prime attivano i recettori alfa-adrenergici esercitando azione vasocostrittiva, mentre l’aculeoside A inibisce l’adenil-ciclasi limitando la vasodilatazione. La ruscogenina (principio attivo del Ruscus aculeatus) assume un ruolo fondamentale nel ripristinare le normali funzioni del microcircolo linfatico e venoso in quanto, inibendo l’elastasi (enzima responsabile della distruzione dell’elastina), evita la degradazione perivascolare riducendo la permeabilità cellulare e quindi la ritenzione idrica. Ricordiamo come elastina e collagene siano i principali componenti della matrice extracellulare. Riduzione della permeabilità e vasocostrizione sono attività basilari per la riattivazione del microcircolo a livello capillare: ciò decongestiona la zona interessata, processo reso possibile dai dimostrati effetti α adrenergici della ruscogenina. Interessante rilevare come l’applicazione topica di estratto di Ruscus inibisca l’effetto istaminico sui vasi, grazie all’attività protettiva e vasocostrittrice modulata dal calcio e dagli adrenocettori alfa-1 che, ripristinando lo sfiancamento delle pareti vasali, aiutano il ritorno venoso nel trattamento dei disturbi circolatori e vasomotori come emorroidi, infiammazione della mucosa ano-rettale e trattamenti post-operatori.
Uso topico: la ruscogenina interviene attivamente sulle tre principali fasi del processo di cicatrizzazione: fase vascolare, fase fluida o plasmatica, fase cellulare. Essa rappresenta un valido sostegno fitoterapico nella maturazione e nel rimodellamento della cicatrice. La peculiare caratteristica molecolare delle saponine steroidee, sia idrofile che lipofile, ne fanno un interessante veicolo idrofilo in una matrice grassa come la cute, la quale beneficerà dei principi attivi in essa veicolati.

Controindicazioni: le saponine risultano tossiche per gli animali a sangue freddo e per i pesci.

 

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