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NIRURI: il Phyllanthus contro le urolitiasi
L'azione più significativa attribuita al Phyllanthus Niruri è senza dubbio la sua efficacia a carico dell'apparato renale ove svolge attività disgregativa e preventiva nei confronti delle calcolosi riscontrate a vari livelli e quindi anche sulle basse vie urinarie. Rilassando la muscolatura liscia del tratto genito-urinario e riducendo lo stato infiammatorio e il dolore favorisce l'espulsione dei frammenti dei calcoli dopo la litotrissia. L'azione preventiva viene esercitata stimolando la produzione di glicosaminoglicani (inibitori endogeni) che, creando un film proteico sulla superficiedei cristalli litiasici ne impediscono l'aggregazione e quindi la trasformazione in calcoli. Le numerose ricerche in campo umano hanno evidenziato l'efficacia del phyllanthus niruri. Presso l'Università di Modena è stata raggiunta una percentuale di successo del 94% nell'eliminazione dei frammenti litiasici a 30, 60, 90 e 180 giorni dal trattamento di litrotrissia nei pazienti trattati con phyllanthus niruri in accostamento allo schema terapeutico di base (terapia antidolorifica al bisogno associata ad abbondante idratazione con 2-3 litri di acqua al giorno). A Savigliano (Cuneo) presso l'Asl CN1 è stato somministrato un integratore alimentare contenente 150mg di Phyllanthus Niruri a 307 pazienti di età compresa tra 18 e 83 anni affetti da calcolosi, al termine delle tradizionali terapie. La ricerca clinica ne ha evidenziato le proprietà antilitiche, decongestionanti, antispasmodiche e diuretiche. Gli alcaloidi (presenti nelle foglie e nelle radici), in modo particolare, hanno dimostrato un'attività antispastica e contribuiscono in maniera sinergica a facilitare l'espulsione dei calcoli urinari. Il phyllanthus è stato perfettamente tollerato da tutti i pazienti senza effetti collaterali o indesiderati.
Viste le numerose proprietà del'estratto secco non alcolico del Phillantus niruri, pianta euforbiacea relativamente diffusa in natura, si suggerisce di sfruttare anche nel coniglio e nei piccoli roditori istricomorfi l'azione antiossidante e antilitisiaca di molte sostanze fitochimiche in essa contenute. Si tratta soprattutto di flavonoidi (niruroflavoni) e composti fenolici come i triterpenoidi. Altre sostanze antiossidanti capaci di contrastare i radicali liberi anche a livello renale ed urinario in generale, sono la fillantina, l'ipofillantina e gli acidi ellagici. Oltre a ciò sono contenuti tutina e astragalina  (stimola l'immunità mediata aspecifica). Nella nostra clinica abbiamo impiegato differenti dosaggi di estratto di fillanto in numerosi conigli e in cavie e cincillà di tutte le età. Nei conigli le litiasi sono state riscontrate soprattutto a livello della pelvi renale, della vescica e dell'uretra (sia maschi che femmine), mentre nella cavia principalmente in sede ureterale bilaterale e nel cincillà in sede prevalentemente vescicale. Dopo differenti tentativi per formulare un dosaggio appropriato, basati sull' uso allometrico (peso metabolico) nei nostri animali a partenza dai dosaggi pubblicati nella medicina umana e sulla scorta di “aggiustamenti” da campo clinici, sulla scorta dei risultati ottenuti siamo giunti a queste conclusioni di suggerimento terapeutico:
nella fase terapeutica iniziale, che può durare dai 30 ai 40 gg l'estratto di fillanto viene impiegato sia nel coniglio che nei piccoli roditori istricomorfi alla dose di 50 mg/kg 3 volte al giorno (12 gocce di Niruri Dinamys /kg TID per 30-40 gg) poi lo si somministra alla posologia di 25 mg/kg al giorno per un ciclo di 20-30 gg seguito dalla somministrazione a vita 2-3 volte alla settimana o anche solo per molti mesi. Occorre certamente un controllo periodico del paziente sul quale eseguire esami ematologici e delle urine di controllo, sia chimico-fisico, PU/CU ed esame del sedimento.


Per approfondimenti proponiamo i primi casi clinici raccolti.